
Dopo una lunga ed estenuante battaglia durata per mesi, Valentino Rossi ha fatto pace con il fisco. Le gravi dimenticanze del motociclista nei confronti dell' Agenzia delle Entrate in realtà non sono cosa recente, ma frutto di una vicenda che va ormai avanti dal 2000.
Infatti nel marzo di quell'anno, "the doctor" porta la sua residenza a Londra e si iscrive nel registro degli italiani all'estero. Negli anni successivi la sua posizione finanziaria viene prima segnalata alla direzione regionale delle Marche e nel novembre del 2003, l'ufficio cooperazione internazionale richiede la collaborazione delle autorità fiscali di Regno Unito, Giappone, Spagna e Irlanda.
Le richieste e le risposte vanno avanti fino al 2007 e vengono analizzate dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate delle Marche e dell'ufficio di Pesaro, il quale, a fine 2006 intensifica le indagini per dimostrare che l'Italia è in realtà il centro degli interessi degli affari di Rossi.
Nei mesi successivi arrivano al motociclista gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2000-2004 e successivamente viene ispezionata una casa di Tavullia considerata come suo domicilio effettivo.
Intanto, in pieno campionato mondiale (8 agosto 2007), la notizia dei guai col fisco di Valentino viene resa nota dai media internazionali e subito si apre la battaglia tra i suoi consulenti e i funzionari dell'Agenzia che va avanti per i mesi di dicembre e gennaio scorsi.
E finalmente, ieri mattina si raggiunge il tanto sospirato accordo: Rossi verserà al fisco circa 35 milioni di euro per il periodo 2001-2006 e inoltre per il 2007 presenterà regolare dichiarazione dei redditi in Italia.
Il campione si è detto molto soddisfatto dell'accordo e soprattutto lui pensa già al motomondiale, al quale potrà arrivare più preparato e tranquillo. Ha inoltre ringraziato la gente che è stata sempre al suo fianco.
Alla fine della conferenza di ieri, Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate ha indicato Valentino Rossi come esempio da seguire per tutti i vip che spostano la propria residenza all'estero per motivi fiscali. Eh sì, perchè la vicenda di Valentino non è un caso isolato; basti ricordare i casi di Alberto Tomba e di Pavarotti.
Ma alla fine di tutto ciò, è giusto che Rossi debba pagare solo il 10% della cifra che gli era stata contestata? Questa è stata una vittoria per il fisco o ci dimostra ulteriormente che alla fine chi inganna lo Stato, chi truffa ne esce sempre pulito e ancora più amato dalla gente?
E intanto Valentino alla conferenza stampa di ieri era contento ed ha affrontato il tutto con il sorriso stampato sul volto. Per fortuna, qualcuno a contestarlo c'era. C' erano i sindacalisti, i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate che hanno condannato lo "sconto" concesso al campione pari al 90% della cifra contestata.
Riflettendo, è come se un qualsiasi lavoratore, un italiano medio, non pagasse le tasse per 5 anni e poi volesse far pace col fisco dandogli 2-3000 euro; andrebbe in galera prima di pensarlo.
Però l'Italia gioisce per la ritrovata serenità del suo campione. Peccato che non sia sereno chi le tasse le paga, e per pagarle sempre più spesso è costretto ad indebitarsi persino per mangiare.
E mentre lui ci dice che grazie all'accordo con l'Agenzia arriverà più tranquillo al motomondiale, tantissimi italiani non arrivano tranquilli nemmeno alla metà del mese. Questa è la giustizia sociale che abbiamo in Italia.
mercoledì 13 febbraio 2008
Rossi fa pace con il fisco: i fatti, le riflessioni...
giovedì 7 febbraio 2008
Corruzione: la storia non si ferma mai.
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giovedì 17 gennaio 2008
La scomparsa dei fatti
In tutta onestà, il nostro caro Mastella non mi è mai stato molto simpatico. Già prima della nomina a “Ministro della Giustizia” era noto per le sue eccezionali doti di trasformista, nonché per le sue abilità canore e di esilarante cabarettista (vedi performance del “Bagaglino”). Poi naturalmente ci sono stati l’indulto, i diverbi con
Ora, l’ormai dimissionario Guardasigilli si trova a dover affrontare pesanti accuse che riguardano sua moglie, presidente del Consiglio regionale della Campania, i maggiori esponenti dell’UDEUR e, inoltre, egli stesso ha ricevuto degli avvisi di garanzia.
I reati ipotizzati sono molto gravi, specialmente se si pensa al ruolo da lui occupato, e riguardano tentata concussione, concorso esterno in associazione a delinquere, falso e abuso d’ufficio.
Appena mi è giunta questa notizia, ho subito pensato ad un risveglio della Magistratura, ad una rinascita della Giustizia e al buon lavoro svolto dal pool di Santa Maria Capua Vetere. Poi però ho meditato sulla situazione che stiamo vivendo in Campania, ai rifiuti che invadono le nostre strade, alla gente e ai capi di bestiame che continuano a morire a alle tante persone che continuano a lucrare su tutto questo, persone alle quali la situazione di emergenza fa comodo.
Ma il tribunale di Santa Maria non dovrebbe occuparsi di questa faccenda? Quando arrivano le manette per gli artefici del disastro ambientale che tutti i cittadini campani si trovano a vivere? Dove sono le inchieste che noi tutti aspettiamo? Non vorrei si stesse verificando quella che Marco Travaglio ha già definito la scomparsa dei fatti, ma intanto già di rifiuti si parla meno e l’attenzione dei media è rivolta altrove.
In conclusione vorrei dire che io continuo a confidare nell’operato della Magistratura, perché le colpe attribuite al cosiddetto “clan Mastella” sono comunque gravi e meritano tutta l’attenzione possibile, ma spero che
